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Tacito rinnovo della Rca, cosa prevede ad oggi il Ddl Concorrenza?

Molte testate stanno parlando in questi giorni del possibile ritorno del tacito rinnovo della Rca: una doccia fredda sembrerebbe dunque in arrivo per gli automobilisti italiani, dopo la buona notizia dell’adeguamento dei massimali per l’assicurazione auto all’indice dei prezzi UE.

Il dibattito in corso, relativo ad un emendamento al Ddl Concorrenza, ha i suoi due principali esponenti in Francesco Cancellato, direttore di Linkiesta, e la senatrice Pd Laura Puppato, principale promotrice dell’emendamento. Cancellato è stato il primo ad accendere la polemica, parlando di “uno schiaffo ai consumatori”; la Puppato ha risposto a stretto giro con una lettera inviata al direttore della testata.

Ma davvero sta per tornare il tacito rinnovo della Rca, e quali potrebbero essere le conseguenze per i consumatori? Cerchiamo di fare chiarezza.

 

Tacito rinnovo Rca: cos’è?

 

Cominciamo dando una definizione: il tacito rinnovo della Rca è il rinnovo automatico della polizza assicurativa alla sua scadenza, una clausola che il governo Monti abolì il 13 dicembre 2012 con una norma contenuta nel Decreto Sviluppo.

Prima dell’abolizione, per cambiare compagnia assicurativa era necessario quindi inviare una raccomandata di disdetta con 15 giorni di anticipo rispetto alla scadenza della polizza, per evitare il rinnovo automatico. Una possibilità sfruttata da pochi consumatori, poiché la maggioranza finiva per rinnovare la polizza semplicemente per dimenticanza dello scadere dei termini.

Il tacito rinnovo era inoltre previsto soltanto per le compagnie tradizionali, ma non per quelle telematiche, che al contrario ogni anno potevano vedere i loro clienti ‘tornare sul mercato’ alla scadenza del contratto. Di fatto quindi il tacito rinnovo Rca creava due differenti mercati: quello delle assicurazioni tradizionali, con prezzi stabilmente alti, e quello delle compagnie online, che ogni anno dovevano invece conquistare i loro clienti con offerte sempre più competitive

L’abolizione del rinnovo automatico ha abbattuto la barriera tra i due mercati e costretto anche le compagnie tradizionali a competere ogni anno con la concorrenza, non potendo più contare sulla grande mole di rinnovi automatici. Secondo Cancellato, ciò ha portato negli anni ad una riduzione del premio medio della Rca di circa 80 euro, come emerso anche dagli ultimi dati pubblicati dall’ Associazione Nazionale fra le Imprese Assicurative (ANIA), l’ente portavoce delle compagnie assicurative italiane.

 

Torna il tacito rinnovo nel 2017, oppure no?

 

Ora, qui è il centro del dibattito: il testo originale del ddl Concorrenza estendeva l’abolizione del tacito rinnovo anche alle assicurazioni ramo danni non obbligatorie, ma l’emendamento della senatrice Puppato ha cancellato questa estensione. A meno di ulteriori modifiche, quindi, il tacito rinnovo della Rc auto obbligatoria non sarà reintrodotto: la norma su cui si sta discutendo riguarda solo la mancata estensione dell’abolizione alle altre coperture.

Secondo Cancellato, infatti, questo emendamento toglie agli italiani la possibilità di sfruttare i benefici dell’abolizione del tacito rinnovo anche per le coperture non obbligatorie, andando contro allo spirito di una legge che dovrebbe favorire la concorrenza ed il libero mercato.

 

Di segno opposto la replica della senatrice PD: poiché si tratta di polizze facoltative spesso molto complesse e personalizzate sulle esigenze del singolo assicurato, la possibilità di mantenere le stesse condizioni di contratto anche per l’anno successivo, tramite il tacito rinnovo, costituirebbe invece un vantaggio per il consumatore:

 

“Saremo stati, senza la sacrosanta modifica apportata anche su mia convinzione alla Camera” ha scritto la Puppato “l’unico paese europeo ad eliminare il contratto più garantista per il cliente ma meno favorevole alle imprese di assicurazione”.

 

I prossimi passaggi del Ddl Concorrenza 2017

 

L’emendamento sul tacito rinnovo è stato approvato in Commissione Finanze e Attività insieme ad altre 3 modifiche al Ddl Concorrenza, che rallentano ulteriormente l’iter quanto mai tormentato di questo disegno di legge.

Oggi (28 giugno 2017) è in corso la terza lettura alla Camera; i nuovi emendamenti approvati in Commissione obbligano però ad un nuovo passaggio al Senato, dove la legge potrebbe ancora arenarsi. Così non fosse, il disegno di legge sulla Concorrenza potrebbe finalmente vedere la luce, dopo quasi 900 giorni di discussione, verso la fine di luglio.

 

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