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Rimborsi assicurazioni rc auto

La richiesta di rimborsi verra esaminata dai giudici
di pace ma potrà essere appellabile attraverso la magistratura ordinaria.

Tratto dal Corriere della Sera del 8 febbraio 2003

Polizze Rc auto, varato il decreto frena ricorsi.
L’ira dei consumatori: «Sarà più costoso avere giustizia, una misura incostituzionale che salva le compagnie».

Tempi più lunghi per i ricorsi Rc auto. Le sentenze del giudice di pace sui rimborsi saranno appellabili davanti al giudice ordinario, fino in Cassazione. E’questo l’effetto del decreto varato ieri dal Consiglio dei ministri che non consente più decisioni «secondo equità» (quindi inappellabili) per le controversie relative ai «contratti di massa», cioè quelli cui si aderisce firmando moduli o formulari, predisposti in modo uniforme: luce, gas, trasporti ma anche assicurazioni. Furiosa la reazione delle associazioni dei consumatori, in prima linea sul fronte dei ricorsi. «Il decreto impone tempi più lunghi e una giustizia più costosa per i consumatori» dice Paolo Landi dell’Adiconsum (Coalizione). «Boicotteremo le compagnie multate dall’Antitrust» rincara Giustino Trincia di Cittadinanzattiva (Coalizione). «E’una leggina salva-compagnie» tuona l’Intesa dei consumatori. «Un atto di autorità» secondo i Ds. Fuori dal coro, il sindacato Ugl che plaude il decreto che «arginerà la valanga di ricorsi che avrebbero paralizzato la giustizia». Nessun commento dall’Ania (associazione delle compagnie) che si riserva di far esaminare il documento agli organi associativi, martedì prossimo.
Tecnica la spiegazione del governo: il decreto serve a evitare che «controversie derivanti da una miriade di contratti assolutamente identici tra loro, diano luogo a pronunce difformi, per effetto del soggettivo apprezzamento del parametro equitativo da parte di singoli giudici di pace». «Il provvedimento è ragionevole – commenta Gabriele Longo, segretario generale dell’Unagipa, unione nazionale dei giudici di pace – il giudizio secondo equità è un’eccezione alla regola dei tre gradi di giudizio. L’inappellabilità ha senso solo se le somme sono di poco conto. E qui non mi pare che siano tali, almeno per una delle parti…». Longo precisa che la commissione Vaccarella di riforma del processo civile aveva già prefigurato la totale eliminazione dell’equità.
Ora anche le sentenze già emesse dai giudici di pace sui rimborsi saranno appellabili. Basterà, entrato in vigore il decreto, che non siano scaduti i termini per ricorrere al Tribunale. Il decreto è «arrogante e incostituzionale» sostiene Altroconsumo. «E’un atto d’inaudita gravità» insiste l’Intesa dei consumatori annunciando manifestazioni e ricorsi fino alla Consulta. Di più: «Se il decreto sarà trasformato in legge faremo i nomi di deputati e senatori che l’hanno votato». Ma proprio in Parlamento martedì sarà battezzata una «lobby bipartisan» a favore dei consumatori, fondata dai deputati Giorgio Bonacin (An) e Graziano Mazzarello (Ds). Sul fronte della revisione del «paniere» Istat l’Intesa dei consumatori segna un punto a proprio favore: ieri il Consiglio di Stato ha deciso che l’Istat debba rendere consultabili i documenti interni sui criteri con cui misura il carovita.

RC AUTO e modifiche

POLIZZE/1
Come funziona attualmente
Se il rimborso non supera i 516 euro (per l’Adusbef il 90% dei ricorsi) il giudice di pace può essere chiamato in causa senza spese: se l’assicurato vince la causa, la compagnia deve pagare subito, senza poter fare appello, perché la sentenza emessa è «secondo equità»
POLIZZE/2
Cosa cambia con il decreto
Il decreto del Consiglio dei ministri sposta a 1.100 euro la soglia fino alla quale il giudice di pace decide «secondo equità». Ma esclude allo stesso tempo i contratti «di massa», rendendo più difficili molti ricorsi che dovrebbero allora essere impugnati davanti al tribunale ordinario con costi e tempi più lunghi.

Paolo D'Agostino

Progettista corsi di formazione in videoconferenza ed e-learning settori assicurazioni e compliance aziendale

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