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Riforma Rc auto: per l’Ivass vantaggi e criticità

Il Presidente dell’Ivass Salvatore Rossi si pronuncia sulle novità in tema di Rc auto contenute del Ddl Concorrenza 2015. Valutazione generale positiva sugli interventi legislativi, criticità invece, sul fronte della determinazione degli sconti assicurazione. Ecco il contenuto dell’audizione presidenziale al Senato della Repubblica nell’ambito del Ddl n° 2085.L’Ivass (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni), rappresentato dal suo Presidente Salvatore Rossi, fa il punto sulla riforma Rc auto contenuta nel disegno di legge annuale sulla concorrenza. Apprezzamenti e rischi di ordine generale si mescolano riguardo al provvedimento, sotto alcuni aspetti contraddittorio e oggetto di discussione da più parti (forti critiche sono state espresse da Ania, l’Associazione Nazionale Imprese Assicurative).

Riforma Rc auto: gli obbiettivi

Quali obbiettivi si propone la riforma Rc auto? Le modifiche al ramo danni relative alle assicurazioni veicoli a motore, hanno lo scopo di rafforzare e la trasparenza e la comparabilità delle polizze offerte dalle compagnie, per favorire la consapevolezza dei clienti e la loro mobilità fra una compagnia e l’altra secondo la convenienza. Tra le ambizioni della riforma, c’è inoltre, quella, importantissima di abbassare i prezzi, specie per gli assicurati più virtuosi, e di combattere le frodi, molto diffuse in particolare in alcune aree del Paese. Lo strumento principale per attuare gli sconti, è la possibilità concessa all’Ivass di determinare la percentuale di tagli da praticare per gli automobilisti che installeranno una scatola nera, e che non avranno denunciato sinistri negli ultimi 5 anni.

Cosa dettano le nuove norme per raggiungere questi scopi? Innanzitutto sarà favorito l’utilizzo del “preventivatore” IVASS-MiSE per comparare le diverse offerte sul mercato (utile per scovare offerte di alcune tra le migliori compagnie è anche il comparatore Rc auto di SosTariffe.it), inoltre, si prevede che se un assicurato cambia compagnia, venga inserito non solo nella stessa classe di merito, come già previsto dalla legislazione vigente, ma anche nella corrispondente classe interna della nuova compagnia. In relazione alle lotta contro le frodi invece, sarà rafforzata la banca dati dell’IVASS sui sinistri, i danneggiati e i testimoni, che, interconnettendosi con altri archivi rilevanti (casellario giudiziale, carichi pendenti, anagrafe tributaria, anagrafe popolazione residente e casellario centrale infortuni), costituisce un potente strumento anti-truffe assicurative.

Profili problematici: l’opinione del presidente Ivass

Salvatore Rossi, nell’audizione al Senato della Repubblica tenutasi pochi giorni fa, rileva due punti critici che riguardano la riforma Rc auto. In particolare, il riferimento alle Regioni quali aree rilevanti è ritenuto non corretto (gli sconti riguardano soprattutto i residenti nel Meridione). L’area regionale infatti, non è quasi mai omogenea dal punto di vista del rischio di incidenti: le imprese di norma valutano il rischio a livello provinciale, comunale o persino di area sub-comunale.

Inoltre -sottolinea Rossi-, Il testo attuale del disegno di legge non specifica in alcun modo su quali dati e con quali metodi l’IVASS debba determinare sconti e perequazioni di prezzo. Una corretta determinazione dello sconto, in grado di incoraggiare la clientela prudente e onesta a scegliere il contratto che prevede l’installazione della scatola e confinare i non virtuosi in aree contrattuali a prezzo alto, e soprattutto la definizione delle perequazioni, implicano il possesso di informazioni capillari sui 11 singoli contratti assicurativi, stipulati da imprese sia italiane sia estere, e sui singoli assicurati.

Solo per dare un ordine di grandezza -continua il Presidente-, ogni anno si rinnovano 40 milioni di contratti, ciascuno dei quali riporta numerosissimi dati sulle condizioni contrattuali e sulle caratteristiche dell’assicurato e del suo veicolo. Se l’IVASS volesse basare le decisioni amministrative che sarebbe chiamato ad assumere su una conoscenza completa di questi dati, dovrebbe, da un lato, imporre alle imprese alti costi di reporting, che con ogni probabilità verrebbero almeno in parte ribaltati sui premi; dall’altro, dovrebbe esso stesso dotarsi di una infrastruttura informatica di grande dimensione e complessità.

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