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Delitti informatici: le assicurazioni fanno un passo avanti

Le assicurazioni non sono più relegate nel settore Rca, vita, infortuni e viaggi, ma ampliano il proprio business rilevando l’esigenza dei nuovi clienti: proteggersi dai delitti informatici. Violazione della privacy e dei dati aziendali sono ormai all’ordine del giorno, ma le compagnie assicurative restano al passo coi tempi.

I delitti informatici segnano numeri da capogiro: le statistiche effettuate su scala mondiale parlano di valori pari a 445 miliardi di Euro. Le spese che gravano sulle imprese per proteggersi dal cyber crime lievitano in modo proporzionale e si aggirano attorno ai 492mila Euro per le grandi imprese e 33mila per le piccole e medie. La migliore risposta agli attacchi cibernetici, come nel settore Rca (confronta le migliori assicurazioni auto e moto con SosTariffe.it) la offrono le assicurazioni.

Delitti informatici: la risposta delle assicurazioni

Le compagnie di assicurazioni nascono con lo scopo di aiutare i consumatori, privati e imprese, ad affrontare le conseguenze economiche di un danno. Tutti conosciamo le polizze Rc auto, Rc moto e le assicurazioni vita, ma pochi sanno che il mercato assicurativo ha allargato i propri orizzonti, estendendo l’attività alle garanzie contro i rischi informatici.

La violazione della privacy tramite attacchi hacker, il furto di dati personali e altri cyber crimes sono quanto di più temuto della imprese al giorno d’oggi, tanto che le stesse spendono migliaia di Euro in strumenti per contrastare tali fenomeni. Nonostante ciò, sono ancora poche le aziende che si rivolgono alle compagnie assicurative specializzate nei crimini cibernetici e che preferiscono tutelarsi con sistemi di sicurezza più tradizionali.

Cyber crime, il mercato si espande

Sono tanti i colossi assicurativi che hanno già esteso il proprio business alle coperture contro i delitti informatici: tra queste figurano Allianz, Axa e Zurich. I loro prodotti sono già presenti sul mercato e destano l’interesse di imprese famose, che hanno bisogno non solo di adeguati sistemi di sicurezza, ma anche di garanzie economiche. Queste polizze, oltre a coprire i cyber crimes ordinari (violazione dei dati o furto dei dati) prevedono polizze a tutela della proprietà intellettuale e contro le estorsioni.

Insomma, le assicurazioni fanno passi da gigante, e soprattutto, restano al passo coi tempi. Ciò che rende più difficile formulare queste coperture però è la richiesta di protezione “assoluta” da parte delle aziende, che riguarda tanto le conseguenze economiche e riorganizzative successive all’attacco quanto le perdite di introito, i danni alla reputazione e -non da meno- la costruzione di strategie preventive.

Cos’è il flooding

Quando, anche via web, si verifica una lesione della reputazione dell’assicurato conseguente a delitti informatici, si attiva il servizio di c.d. flooding da parte delle assicurazioni. La compagnia in sostanza, si occupa di “ricostruire” la reputazione aziendale o del soggetto attraverso lo stesso strumento con la quale è stata lesa: Internet. La copertura in questo casa riguarderà la messa in circolazione di informazioni veritiere e corrette nelle prime pagine dei motori di ricerca.

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