1° parte
Polizze Vita rivalutabili: caratteristiche tecniche e commerciali
Contributo a cura Claudio
Li Gotti
Negli ultimi anni i prodotti assicurativi del ramo vita
sono stati caratterizzati da una progressiva evoluzione
verso formule sempre più complesse, richiedendo
al contempo il coinvolgimento di operatori specializzati
ed altamente professionali (promotori finanziari, broker,
private banker ecc.) che si sono affiancati agli agenti
d’assicurazione.
Le classiche tipologie assicurative legate alle due variabili
caso morte e caso vita sono state affiancate da indicatori
tipicamente finanziari, come la somma investita, il rendimento
atteso o il rischio legato all’andamento dei mercati
finanziari.
Questa nuova generazione di polizze Vita comprende innanzitutto
le cosiddette Unit Linked ed Index Linked, che differiscono
dalle polizze di tipo tradizionale in quanto il loro rendimento è collegato
alla performance di un’attività finanziaria
sottostante, costituita da quote di fondi comuni di investimento
(nel caso delle Unit) o da un indice di borsa (le Index).
Questi due prodotti saranno analizzati in seguito, sia
sotto il profilo tecnico sia sotto quello prettamente commerciale
(v. seconda parte).
In questa prima parte analizzeremo, sempre da un punto
di vista tecnico-commerciale, le cd. polizze Vita rivalutabili,
ovverosia tutti quei contratti di assicurazione sulla vita
che prevedono dei meccanismi di accrescimento delle prestazioni
assicurate.
Le polizze rivalutabili consistono in forme di risparmio
assicurativo al fine di crearsi un capitale o una rendita
ad una certa scadenza e/o al fine di garantire il pagamento
di un capitale agli eredi in caso di premorienza. Il capitale
o la rendita vengono costituiti attraverso dei piani di
versamento con somme pagate periodicamente oppure attraverso
premi unici ed eventuali premi aggiuntivi.
La particolarità di questi contratti di assicurazione
sulla vita consiste nella rivalutazione delle prestazioni
assicurate.
I premi puri (cioè al netto dei caricamenti e delle
imposte) versati dal risparmiatore, infatti, confluiscono
in una gestione finanziaria separata, vale a dire un fondo
di investimento appositamente creato dalla compagnia assicurativa
e riservato esclusivamente alle polizze ad esso collegate.
La gestione finanziaria è un portafoglio di valori
mobiliari (obbligazioni, azioni ed altri strumenti finanziari)
che viene distinto e separato dalle altre attività della
società; le gestioni sono solitamente di tipo prudenziale
e la composizione degli investimenti è prevalentemente
orientata verso i titoli obbligazionari e gli strumenti
del mercato monetario (Titoli di Stato, Pronti contro Termine
ecc.), allo scopo di permettere alla compagnia di assicurazione
di far fronte agli impegni assunti senza troppi rischi
e di garantire quel tasso minimo di rendimento riconosciuto
agli assicurati (detto tasso tecnico), quasi sempre previsto
dalle condizioni contrattuali.
Le compagnie assicurative prevedono, per questo tipo
di polizze, che le prestazioni assicurate si rivalutino
ogni anno in funzione del rendimento ottenuto dalla gestione
interna separata; alla scadenza, dunque, il risparmiatore
riceverà una prestazione (capitale o rendita) rivalutata
in modo da non far perdere, nel corso degli anni di durata
contrattuale, il suo valore reale.
Tipico di queste polizze è poi il cd. meccanismo
di consolidamento dei risultati; le maggiorazioni annuali
scaturite dalla rivalutazione vengono definitivamente acquisite,
per cui le somme assicurate possono solo crescere ogni
anno e mai diminuire (ovviamente, al netto dei caricamenti
sui premi e degli altri oneri contrattuali). Bisogna ricordare,
infine, che all’assicurato viene riconosciuta solo
una parte del rendimento del fondo, solitamente si tratta
di una percentuale intorno all’80% che viene definita
aliquota di retrocessione; la restante parte costituisce
chiaramente il profitto annuo che ottengono le società di
assicurazione dalla gestione separata.
Vantaggi e cautele
Questi prodotti, oltre ai tipici vantaggi delle polizze
Vita tradizionali quali l’impignorabilità ed
insequestrabilità del capitale assicurato, nei limiti
di legge, il capitale per la garanzia morte che non rientra
nell’asse ereditario e la tassazione del rendimento
solo alla scadenza (con l’aliquota agevolata del
12,50%), presentano altre prerogative specifiche:
- una maggiore flessibilità, poiché il
risparmiatore può scegliere la periodicità dei
versamenti (annuali, semestrali ecc.), l’entità delle
somme da versare e la durata dell’investimento;
- la possibilità di adeguare costantemente l’investimento
alle proprie esigenze;
- il rendimento minimo garantito e la certezza del consolidamento
dei risultati;
- in caso di necessità di denaro contante prima
della scadenza, la possibilità di riscattare anticipatamente
le somme assicurate, trascorso un certo periodo che varia
a seconda della tipologia di polizza, totalmente o anche
parzialmente (in quest’ultimo caso possono essere
previste delle penalizzazioni) oppure di poter ottenere
dei prestiti dalla compagnia, sulla base delle somme
versate.
Lo scioglimento anticipato del contratto deve però essere
affrontato con molta cautela; i caricamenti di queste polizze
incidono notevolmente sui premi versati cosicché,
pur essendo garantito il consolidamento annuale dei risultati
ed il rendimento minimo (di norma il 2% per i primi dieci
anni), può accadere che le somme riscattate nei
primi anni di durata contrattuale siano anche di molto
inferiori ai premi versati.
Per ottenere dei rendimenti significativi da questi prodotti,
dunque, è consigliabile completare il piano dei
versamenti (se previsto) o, comunque, mantenere le somme
investite per un medio/lungo periodo (dai 10 anni in su
a mio parere).
Le polizze Vita rivalutabili, soprattutto quelle che
prevedono dei piani di versamento a fini pensionistici,
si rivolgono soprattutto a clienti con una bassa propensione
al rischio per quanto riguarda la gestione del risparmio
e che intendono crearsi un capitale o una rendita futuri
poco alla volta (con premi periodici anche di modesta entità)
o con un unico versamento (se dispongono di elevate somme
nell’immediato), potendo usufruire di un’elevata
flessibilità e potendo contare sulla contestuale
tutela dei propri cari in caso di premorienza (solitamente
le coperture caso morte sono di livello medio-alto).
I giovani capifamiglia che sentono l’esigenza di
creare un piano di risparmio a lungo termine, senza voler
rischiare nulla, salvaguardando le somme investite dagli
imprevisti della vita, rappresentano il target di cliente
ideale per questo tipo di prodotti.
Tipologie di prodotti con rivalutazione annua delle prestazioni
Normalmente sono previste clausole di rivalutazione nelle
seguenti tipologie di polizze:
- Assicurazioni di capitale differito (con controassicurazione
per il caso morte);
- Assicurazioni di rendita vitalizia immediata e differita;
Assicurazioni miste;
- Assicurazioni di previdenza integrativa (eventualmente
con bonus finale);
- Forme pensionistiche individuali (F.I.P.) attuate
mediante contratti di assicurazione sulla vita (D.Lgs.
124/93 e successive modifiche);
- Polizze di capitalizzazione, che meritano un discorso
a parte giacché non prevedono alcun elemento di
rischio attinente alla vita umana e sono legate soltanto
all’andamento del mercato; in pratica, trattasi
di polizze di natura esclusivamente finanziaria.
Claudio Li Gotti
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